le scienze cognitive possono essere di grande utilità nello studio di fenomeni pluridimensionali come questo della fiducia. Il seminario ha lo scopo di confrontarsi e far in modo che si confrontino i nostri saperi, per eventuali sviluppi futuri. Peraltro, sia il tema della fiducia e sia il metodo simulativo sono trasversali e si prestano a molteplici contestualizzazioni tematiche. Tra di noi, c'è chi ha per esempio presentato un Prin sui temi della criminalità e della cultura della legalità. Anche rispetto a questi temi, la fiducia che accompagna le decisioni ha una grande importanza. Quindi spero che un potenziamento di questo filone di studi e ricerche si riveli utile anche al di là delle mie ricerche sui rapporto tra utenti e new media.
UN ABSTRACT
L' overload informativo rende le scelte quotidiane degli attori
sociali sempre più dipendenti da processi di acquisizione di fiducia.
Le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono le
principali responsabili dell’enorme incremento di informazioni da
processare pro capite, nella contemporaneità.
Il caso studio che qui proponiamo riguarda una latenza del sistema dei
new media: il Trusted Computing. Che cosa è il Trusted Computing? A
partire dal 2006 il Trusted Computing Group a cui afferiscono le
maggiori industrie hi-tech ha istallato all'interno dei processori un
Fritz-chip. Questo chip può monitorare, attraverso un complesso
sistema crittografico, tutti i dati digitali e le periferiche del
computer. Il TCG sarà così capace di controllare che tutti i software
e i contenuti presenti nei nostri pc siano dotati di regolare licenza
d'uso. Il TCG potrà, per via remota, impedire il funzionamento di
tutto ciò che non è certificato come trusted, ufficialmente per
evitare che le nostre tecnologie vengano esposte a rischi. Attualmente
questo chip non è ancora stato attivato per l'intervento
dell'Associazione Europea dei Garanti della Privacy che ne ha
sanzionato l'uso. Nel caso in cui venisse attivato, tutte le
tecnologie fidate risponderebbero a regole prefissate dal TCG e non
più agli acquirenti del pc o della tecnologia che lo ospita.
Mediante il ricorso ad un modello computazionale multiagente studiamo
la reazione che sei diversi tipi di attori (alla cui costruzione si è
giunti in una precedente fase attingendo ad un mix di analisi
secondaria ed approccio etnografico) potrebbero avere ad una campagna
informativa contraria al Trusted Computing.