L'immagine di copertina è di Silvia Andretti
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Nell’era
dell’informazionalismo ciò che più conta non è l’informazione in sé, bensì la
capacità cognitiva e tecnica di selezionarla ed elaborarla. Chi ne è dotato è
ai vertici del sistema sociale. Corresponsabili del grandissimo incremento di
informazione pro capite sono i cosiddetti nuovi media. Le nostre scelte
quotidiane sono spesso caratterizzate dalla relazione con saperi su cui non
siamo in grado di effettuare alcun controllo e che dobbiamo compiere attingendo
alla fiducia. Ma se la necessità della fiducia è accettata come aproblematica
quando ci si rapporta, ad esempio, con i saperi medici o l’alta ingegneria,
quando si pensa all’uso delle nuove tecnologie si fa molta più fatica ad
ammettere socraticamente la propria ignoranza, in quanto esse sono dotate di
interfacce friendly che ci danno un’illusione di dominio sull’oggetto:
un’illusione coltivata anche da una media education che ci ha erroneamente
indotti a pensare ad essi come strumenti. Una prospettiva costruttivista
potrebbe rivelarci la natura di costrutto sia delle tecnologie in sé,
sia di nozioni come rischio, sicurezza, fiducia, ad esse
correlate. Questo volume affronta il tema della fiducia in riferimento
all’uso delle nuove tecnologie, attingendo alla tradizione sociologica ma anche
alle scienze cognitive e all’economia e ricorrendo ad una simulazione
multi-agente computer assistita.